Telemalta

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Via Solferino
20100 Milano

Tel.
Fax

Responsabile: Angelo Rizzoli

inizio trasmissioni: 16 agosto 1976
fine trasmissioni:

Canali di trasmissione:

21o Gharghur


Leggenda vuole che fu Licio Gelli, con i soldi del banco Ambrosiano, a lanciarsi nel mondo della televisione con il progetto Telemalta, e non si trattava dell’acquisizione di quote dell’emittente di quello stato, ma il progetto di una televisione tutta italiana che sarebbe nata da un accordo della famiglia Rizzoli, con l’intervento di Bruno Tassan Din, con l’allora primo ministro maltese Dom Mintoff. Spesa prevista 16 miliardi di vecchie lire e inizio trasmissioni il 16 agosto del 1976 con un mini-palinsesto in onda dalle 1930 alle 2230 composto da un film, uno show e un notiziario artigianale il cui speaker fu il vice-caporedattore del Corriere della Sera, Giorgio Rossi. Il trasmettitore utilizzato era quello del secondo canale maltese. La ricezione era per forza di cose limitata alla sola fascia costiera meridionale della Sicilia, sfruttando anche le particolari e favorevoli caratteristiche della propagazione estive, e anche se solo per qualche giorno fu considerata l’avanposto di un attacco colossale al monopolio della RAI. Ai primi di settembre dello stesso anno si attendeva l’annuncio dell’inizio delle trasmissioni ufficiali di Telemalta (o come la denominazione societaria, Tivumalta), fu chiarito anche l’aspetto economico-legale dell’operazione dallo stesso Dom Mintoff: 50% di Rizzoli tramite la Siee, e 50% del governo maltese. La stazione avrebbe utilizzato ancora per un po’, a pagamento, le attrezzature e il canale 21 della “statale” Telemalta e successivamente ne creerà di proprie. I programmi e la gestione saranno forniti gratuitamente dalla Siee di Rizzoli che si è impegnata inoltre a impiantare altri ripetitori necessari in Italia. Ma anche la parte maltese del capitale in realtà sarebbe stata di Rizzoli, il governo maltese non avrebbe tirato fuori una lira poiché entro due anni la Siee avrebbe dovuto versare due miliardi delle vecchie lire per la realizzazione delle infrastrutture nell’isola sui terreni di proprietà maltese che gli avrebbe fornito la licenza ad operare, il tutto valutato proprio per la stessa cifra. Il progetto fallì presto per la rottura del monopolio e la possibilità di operare direttamente sul nostro territorio, non si realizzò quindi l’intenzione di coprire entro il dicembre dello stesso anno tutta l’Italia meridionale ed entro un anno pressoché l’intero territorio nazionale, non osiamo immaginare però quale scusa  il governo italiano avrebbe dovuto trovare per non rispettare il diritto di reciprocità con il governo dell’isola mediterranea, che già riceveva la nostra emittente di stato, ed evitare l’irradiazione del secondo canale maltese in territorio italiano.

Inevitabilmente, quindi, legata alla storia della P2 quella di questa emittente dalla cui idea nacque poi il circuito PIN Primarete Indipendente.


fonti: Siciliamedia

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