TV7 Pathè

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Responsabile: Cesare De Michelis

inizio trasmissioni: 1991
fine trasmissioni: 30 settembre 1992

Canali di trasmissione:

23v Rupe Atenea – Agrigento
29v Cozzo di Castro / Altofonte
33o Rupe Atenea – Agrigento
34o Contrada Carminello / Valverde
35o Capo San Marco – Sciacca
39o Eremo – Caltabellotta
41o Monte Pellegrino / Palermo
43o Villaseta – Agrigento
44o Contrada Bastianella – Canicattì
46o Contrada Bastianella – Canicattì
47o Villaseta – Agrigento
57o Forza d’ Agrò
60o Strada Provinciale / Forza d’ Agrò
61o Monte Pellegrino / Palermo
61o Villaseta – Agrigento
61o Monte Lauro / Buccheri
64o M. Cammarata – San Giovanni Gemini
66o M. Cammarata – San Giovanni Gemini
68o Rupe Atenea – Agrigento
68o Itria – Agrigento
69o
Strada Provinciale / Forza d’ Agrò


Creata nel 1991 da Giancarlo Parretti, industriale siciliano stabilitosi di Orvieto che nello stesso periodo scalò la Metro Goldwyn Mayer, fu una syndication che accorpò diverse emittenti rilevandone alcune ed affiliandone altre. Presidente era Cesare De Michelis, amministratore delegato con l’incarico di occuparsi degli affari più tecnicamente televisivi Ermanno Chasen, Raimondo Lagostena amministratore delegato. Il suo palinsesto proponeva film, telefilm, cartoni animati, telenovelas, Il Compra Tv Proposte Commerciali’ con Guido Angeli, la rubrica Azzurro Azzurro e incontri di catch. Fu un circuito messo insieme a pezzi in fretta e furia da Parretti e Fiorini per chiedere in tempo utile al ministero delle Poste una concessione a trasmettere su tutto il territorio nazionale, nei progetti avrebbe dovuto utilizzare le produzioni televisive sfornate da una società mista Marcucci-Mgm che stava nascendo a Los Angeles in quel periodo e che non vide la luce a causa dei problemi creati proprio dalla scalata a MGM da parte di Parretti che, da presidente, finì sotto inchiesta negli Stati Uniti. Altro progetto fu poi quello di portare in etere Superchannel, il network televisivo via cavo dei Marcucci, attraverso alcune produzioni televisive congiunte che i Marcucci avrebbero preparato con Parretti. Capitale sociale da 100 miliardi di vecchie lire, controllava 32 emittenti locali che, secondo quanto dichiarato dalla società, avrebbero consentito la copertura dell’83% del territorio nazionale e di raggiungere oltre il 91% della popolazione. L’emittente non ricevette la concessione richiesta, tra le altre cose a suo sfavore giocarono gli acquisti delle emittenti fatti troppo tardi perché potessero rientrare nella mappa ministeriale, in un periodo in cui i problemi economici e giudiziari di Parretti videro il suo apice. Fu costretta a chiudere i battenti alla fine del 1992, con non poche polemiche e  lasciando nei guai le emittenti affiliate delle quali aveva dichiarato i canali e che dovettero affrontare una lunga battaglia legale per riacquistarne i diritti.


fonti: Siciliamedia

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