Audio Timbergè

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Via Croce Rossa 40
90144 Palermo

Tel. 0916683317

Responsabile: Peppina Campo

inizio trasmissioni: 1988
fine trasmissioni: 1999

Frequenze di trasmissione:

88,50 Monte Pellegrino – Roccia dello Schiavo / Palermo
103,00 Monte Pellegrino / Palermo (ex Radio Favorita)


Emittente di cui abbiamo molti ricordi e che ebbe una vita veramente travagliata. Prima della nostra, però, vi proponiamo la storia dell’ultimo giorno di vita di questa stazione raccontata proprio da Letizia Schmit, che insieme a Peppina Campo gestiva questa emittente e, per un periodo, anche Radio Favorita.

Solo una musica senza suono e senza voce… e’ rimasta nel cuore di chi non riesce ancora a raccontarvi la storia!

Eccovi la storia:

La radio modulava sugli 88 e 500 Mhz di Palermo, era Audio Timberge’ Una radio comunitaria una radio sorta nel 1988, una radio che si era occupata soprattutto di problemi a carattere sociale, una radio che prestava aiuto anche materialmente alla comunità, ma aveva un unico difetto, quello di non andare d’accordo con il POTERE, il potere al quale dava molto noia ciò che si diceva e denunciava, dai problemi di mafia agli intrallazzi della stessa con il potere. Abbiamo subito di tutto, dico abbiamo perché io ne ero il direttore della testata giornalistica, una delle poche ad essere registrata fra tutte le radio dell’epoca, dal ripetitore messo fuori uso un giorno sì e uno no, dai furti di apparecchiature a manomissioni ai contatori, avendo subito per quest’ultimi una denuncia da parte dell’Enel con relativo processo penale. Sempre in regola con la legge Mammì, zoppicante per come era stata formulata e con i relativi decreti di integrazione che man mano venivano emessi. Ricorsi a Tar, a Cga e non ultimo a Cassazione, per questi eravamo in ottima compagnia con altre radio su tutto il territorio nazionale, chi aveva i “Santi in Paradiso” dalla loro, vincevano, chi no, si doveva continuare a difenderci dal pericolo di farci chiudere, con relative spese di avvocati a non finire. . . Fin quando un giorno. . .

Mi ritengo una persona fortunata e ottimista. Nella vita ho sempre voluto vedere il lato piacevole della cosa, quello meno, l’ho lasciato scivolare buttandolo alle spalle. Era il mese di settembre, in Sicilia in questo mese, fa’ ancora caldo come in estate piena, ed io che il caldo lo soffro molto, ricoprivo l’essenziale con una vestaglietta di quelle leggere leggere, e ricordo che sotto il fianco dove era l’asola per introdurre la cintura, vi era uno strappo non ricucito perché da lì mi penetrava un po’ di frescura. Ero nelle mie faccende affaccendata, quando sento suonare il campanello del cancello di entrata. I cani abbaiavano da un pezzo, avvertendo che c’era gente, ma non vi avevo fatto caso. Ad un certo punto, visto che non smettevano, esco di casa e da dietro un muro cerco di vedere, facendo attenzione di non essere vista, perché a parer mio impresentabile, chi fosse, vedo lungo tutta la cancellata dei giovanotti dalla apparente età di venti anni o poco più, che erano saliti sul muricciolo e si tenevano alle sbarre della suddetta, in tenuta più o meno marinaresca. Sapendo che era settembre e da queste parti fra i ragazzi si usa fare delle feste di addio all’estate, pensavo cercassero la villa dove si svolgeva la festa, dissi loro che non era qua e che stessero più distaccati dalla cancellata, perché il cane poteva innervosirsi, ricordo che ad occhio e croce ne contai undici e fra questi due o tre donne. Di rimando, loro mi sventolarono qualcosa che avevano in mano, ma non vidi cosa fosse essendo un po’ troppo lontana e non udii quello che mi dicevano, anche perché diventata un po’ sorda, Peppina diceva che erano i sintomi di una vecchiaia precoce, io rispondevo, a causa della cuffia che avevo portato a lungo in trasmissione, vuoi anche per l’abbaiare insistente dei cani. Mi arrivò un:”ma noi abbiamo la pistola” a questo punto, credendo si trattasse di teppisti in cerca di esperienze criminali, questa era l’impressione che mi davano e avendo paura più per i miei cani che per me, portai in casa i cani per metterli al sicuro. Tommy lo chiusi in camera di Peppina e Ugo in camera mia. In casa ero sola perché Peppina si trovava a Sciacca dai suoi genitori. Dalla finestra del piano di sopra, chiesi di nuovo chi fossero e questa volta capii bene. ”polizia”. E cosa voleva da me la polizia? in un attimo credetti si trattasse proprio di malviventi, scesi di corsa e telefonai proprio alla polizia, la quale , mi disse che erano al corrente, si trattava proprio di loro. In quel momento mi sembrò di essere all’interno di un romanzo di Kafca, ma come, mi dicevo, la polizia , vestiti così?pensavo che anche se in borghese la stessa avrebbe dovuto essere vestita almeno non in tenuta da mare, e poi cosa volevano da me? No, pensai fossero riusciti, non so’ come, ad entrare nella mia linea telefonica, allora telefonai ai carabinieri, i quali mi dissero che si sarebbero informati. Risultato, che oltre alla polizia, perché proprio di questa si trattava, vennero anche i carabinieri e i vigili del fuoco utili qualora fossero dovuti entrare dalla finestra si aggiunse poi il veterinario e l’accalappiacani, questi ultimi chiamati forse perché avevano paura dei cani. Insomma, un blitz vero e proprio. Mi continuavo a ripetere “ma cosa ho fatto”e per quanto ripassassi tutto il mio vissuto non trovavo nulla che giustificasse la presenza di queste persone. Mi feci coraggio, scesi e finalmente, seppi. Erano venuti per sequestrare le apparecchiature di radio favorita, la radio che gestivamo, ma che da parecchio tempo era spenta. Lo feci presente e dissi loro che colei che gestiva la radio non ero io ma Giuseppina Campo in questo momento assente e che non mi sentivo autorizzata ad aprire e poi…. di Radio Favorita, non ero neppure il direttore della testata giornalistica, che la radio non funzionava e che era attiva solo Audio Timberge’e per costatarlo bastava accendere la radio e ascoltare che dai 103 mhz, la modulazione di radio favorita, non usciva nessun segnale, mentre dagli 87. 500 modulazione di Audio Timberge’ usciva il segnale e se si fossero messi all’ascolto, di li’ a poco mi avrebbero sentito fare il commento politico quotidiano. Non l’avessi mai detto, subito corsero a staccarmi la luce, il contatore si trovava in una nicchia all’esterno della casa reclamai l’abuso, ma mi lasciarono”sbattere”, invece credetti di capire dal loro sguardo che si erano allarmati, dopo pochi giorni si sarebbero tenute le votazioni in Sicilia, le cosi’ dette , amministrative, qualche anno prima alle nazionali aveva vinto Berlusconi con Forza Italia poi c’era stato il ribaltone dei comunisti , pardon dei piedessini, forse avevano paura di perdere?ma no…. erano solo mie idee farneticanti di onnipotenza, pensando che le mie trasmissioni potessero avere il peso di far spostare i voti. Non avevo mai voluto fare politica attiva dopo le esperienze fatte in gioventù, ma stufa di come andavano le cose e intrigata dalla novità Forza Italia, mi ero convinta a scendere anch’io “in campo” pensando di ritrovare il piacere della agorà. A quelli che erano rimasti dietro il cancello dissi loro che se volevano entrare, lo dovevano fare sotto la loro responsabilità in quanto io con la radio in questione non c ‘entravo nulla, che i locali della radio si trovavano al piano di sotto, che vi si accedeva da fuori, anche se c’era l’accesso dal mio appartamento, ma per mia comodità. Potevano tagliare la catena, fare le scale e entrare in radio a costatare che vi era solo Audio Timberge’ . Così fecero e a me che li osservavo dal mio appartamento, furono un susseguirsi di immagini che mi riportarono nuovamente all’interno di un romanzo di Kafca, sognavo o ero desta?era realtà o sogno? E’ pur vero che Calderon Della Barca diceva che non si può mai sapere se il sogno è realtà o la realtà sogno. Sta di fatto che dalla scala interna me li ritrovai in casa e si misero a cercare, non sapevo cosa, poi capii, entrarono in tutte le stanze e alla presenza del veterinario nelle camere da letto dove avevo chiuso i cani, frugarono da tutte le parti, persino nel mio beauty case, fu allora che dissi “mi pare un po’ piccolo per contenere apparecchiature radio”, salirono in mansarda, svitarono la lampadina e la gettarono dal terrazzino, nel giardino della signora accanto, dove l’ho ritrovata giorni dopo. In bagno portarono via mezzo barattolo di bicarbonato che tenevo per lavarmi i denti, saltuariamente, vengono piu’ bianchi. Sradicarono delle piante grasse che avevo in vaso molto pregiate, rimettendole sopra il buco creatosi, sperando che non me ne accorgessi. Buttarono giù dal muricciolo, una pianta sì e una no, nel giardino sottostante, sequestrarono tutte le apparecchiature di Audio Timberge’, e dalle 14 circa, ora, d’inizio del film, se ne andarono alle ventidue. Ricordo che mi chiesero il perche di’ tutte quelle cassette di registrazione, ed io risposi che era superfluo spiegarlo dato che erano venuti presso una radio non in uno studio medico. Mi chiesero se avevamo pagato, di quelle cassette, la SIAE, al che risposi che non eravamo noi a doverla pagare ma la RAI, essendo queste, registrazioni di mie trasmissioni RAI, a questo punto tutta la calma e il senso dell’humour che mi aveva permesso di vedere il lato comico della cosa, anche se francamente ci sarebbe stato da piangere, sparirono a questa ulteriore provocazione, perché non si poteva pensare che non sapessero che la SIAE è quella organizzazione che cura i diritti degli autori. Con la mano destra passai al setaccio, tutte le cassette dando poi una botta finale e facendole cadere tutte a terra, dicendo loro, che si prendessero tutto quello che volevano ma mi liberassero al piu’ presto della loro presenza. Avevo perso la pazienza e credo che lo avessero capito, perché alcuni lasciarono la stanza, rimasero solo due o tre persone che dissero:”ora dobbiamo chiamare la scientifica per testimoniare che non siamo stati noi a buttare le cassette a terra”in quel momento mi ritornò il buon umore era una cosa di un tale ridicolo…… avevano messo mano dovunque e chiamavano la scientifica per quattro cassette, a terra . Venne la scientifica, prese le impronte del”cadavere cassette”sbrigarono la compilazione degli ultimi cartacei e si dileguarono facendomi tirare un sospiro di sollievo. La conclusione fu’. ” un bellissimo film-triller al quale avevo assistito, della durata di otto ore, il doppio di” via col vento”mi sarei augurata che il vento avesse portato via me, mi si rafforzò la stima nelle istituzioni, si fa’ per dire…. . e soprattutto mi sconvolse la “professionalità” dei preposti all’ordine pubblico. Non seppi mai cosa cercassero veramente, ma io credo che fosse una scusa per sequestrare le apparecchiature di Audio-Timberge’, per non farci trasmettere, fin quando non fossero finite le elezioni. Solo con il sospetto di detenzione di armi da fuoco o droga si poteva penetrare con la forza e senza un mandato in una abitazione privata senza per questo incorrere nella violazione di domicilio, solo con un blitz e l’aspetto fu’ proprio del blitz, con carabinieri che per la verità avevo chiamato io, l’aggiunta del veterinario e dell’accalappiacani e a chiudere la fila i vigili del fuoco. Mi torna a mente il titolo di una commedia”Tanto rumore per nulla”, Non potevo assolutamente pensare che le mie trasmissioni potessero avere la forza politica di far spostare dei voti o almeno in maniera decisiva. La firma di questo film tragicomico ce la misero i miei cani che appena liberati, non so’ se perché avevano trattenuto per troppe ore, o un modo per vendicarmi dell’accaduto, in ogni punto dove si erano soffermati gli ospiti”graditi”fecero una bella pipi, ’annaffiando con vero piacere. Finite le elezioni Audio-Timberge’ ebbe il dissequestro, con le scuse dell’errore commesso, di alcuni presenti all’epoca dei fatti. Pero’ dopo un certo periodo di tempo mi vidi arrivare una denuncia esposta dai “giovani attori e protagonisti del film”dove mi venivano attribuiti, il reato di falso, essendomi spacciata per giornalista, bastava chiedere all’ordine dove sono iscritta dall’82 e il reato di resistenza alla forza pubblica avendogli aizzato i cani, se lo avessi fatto avrei voluto vedere se ne rimaneva uno senza nemmeno un graffio, non mi risulta che qualcuno sia andato al pronto soccorso per farsi medicare e poi i cani vennero visti solo alla presenza del veterinario. Credo che la causa sia ancora in corso……. e per come vanno le cose nella magistratura chissà quando finirà. Spero proprio che fra tutte le mie varie esperienze nella vita non debba aggiungerci anche quella di detenuta innocente.

L’emittente fu poi trasferita in Via A84 52 (tel. 0916683427 / fax 0916730864). E’ tornata attiva per qualche mese a novembre del 2001.


postazione La postazione di trasmissione

fonti: Siciliamedia

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