Radio Gattopardo

zzzz

90100 Palermo

Tel.

Responsabile: Nuccio La Mantia

inizio trasmissioni: 1976
fine trasmissioni:

Frequenze di trasmissione:

96,50 Baida / Palermo (var. 96,60) 2 Kw


Good morning da Radio Gattopardo

Bisogna superare un posto di blocco, un campo di macerie, una voragine recintata: ma alla fine, la voce ti suggerisce che ne è valsa la pena. «Siete ben sintonizzati sui 96,5 dove di solito dovrebbe stazionare la radio del Gattopardo…». Lo slogan risuona quasi spettrale un déjàvu sfuggente da sotto il tavolo adibito a quadro comandi. Mani sapienti smontano chassis elettrici e infilano cavi sottili in una bottoniera numerata. Per un attimo ti aspetti lo stacchetto musicale e la canzoncina d’obbligo delle radio locali, ma poi la mezza pelata di Nuccio La Mantia, che ha «fatto la radio negli anni Settanta», sbuca dalla piccola botola sul piano di lavoro. «Ti posso raccontare la storia delle emittenti libere a Palermo, se vuoi», propone. «Dimmene una e io ci ho lavorato: Radio Favorita, Antenna Uno, Rpa Stereosound…». Il “Lama”, come lo chiama qualcuno, sembra quasi deluso quando gli si dice che sarebbe opportuno limitare i ricordi al meglio della sua avventura: Radio del Gattopardo. «Nacque nel ’76», sospira. «Avevamo un trasmettitore da 2000 watt sul tetto, e coprivamo mezza Sicilia, fino alle Eolie. Musica anni Sessanta, italiana e straniera, dall’Equipe 84 ai Rolling Stones». Nuccio scompare di nuovo nel ventre del tavolo di legno. Riprende il balletto di cacciaviti e spinotti, il tiptap sui bottoni che si illuminano, uno sì e uno no, con la pressione delle dita. «Potrei raccontarti della volta in cui ci fu un guasto al ponte radio», spiega, ora che è tornato a essere soltanto voce. «Mi feci due settimane chiuso in un gabbiotto di cemento a Baida, per mandare la nostra musica direttamente dal trasmettitore, con le cassette a nastro. Era agosto, faceva un caldo d’ inferno. Ma nessuno di noi voleva che Radio del Gattopardo andasse in letargo». Radio Londra a Palermo, benissimo. Eppure la richiesta del giorno è un’ altra. Raccontaci dell’ emittente condominiale, Nuccio. Quella che riuscì a coprire il quartiere e lo scavalcò, lambendo addirittura, in un giorno di ozono a favore, la zona di piazza Indipendenza. La Mantia fa un sorriso enigmatico. «Fammi un favore, prima. Vai ai citofoni là fuori e schiaccia un paio di bottoni». Indica la scatoletta di pulsanti che emerge dal banco vivisezionato della portineria. «Voglio sapere se qui funziona tutto. O i condomini se la pigliano con il portiere, come al solito». Missione compiuta. I pulsanti si illuminano, i campanelli cicaleggiano. L’orgoglio di La Mantia, oggi portinaio del 5/d di via Pagano, è salvo. «Fecero una legge», spiega poi, tra una chiamata di servizio dalla casalinga del terzo piano e una maniglia da avvitare. «Credo che fosse la “Mammì”. Da quel momento, fare radio divenne un po’ più difficile. Bisognava registrarsi al tribunale, pagare un tot, avere una testata giornalistica. Intanto, Radio del Gattopardo era stata sfrattata. Il proprietario ci fece smontare l’ antenna. Ma a me è rimasta la passione». Dietro il battente dell’ appartamento a piano terra, con la targhetta “portinaio”, c’ è un museo di cimeli. Nuccio fa da anfitrione con il suo sorrisetto: ecco un impianto stereo antidiluviano che si è portato dalla Germania, quando sgobbava da emigrato alla Bosch di Darmstadt. (Repubblica – 10 febbraio 2000)


fonti: Siciliamedia

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