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Via Buonarroti 19 96016 Pachino Tel. Responsabile: inizio trasmissioni: 1978 |
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Frequenze di trasmissione: 104,70 |
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Forse sarebbe bene ricordare che a Pachino nell'anno 1978
nasceva una radio libera di modesta portata, ma molto ascoltata anche nei paesi
limitrofi, una lodevole iniziativa, che rappresenta un momento importante della
vita sociale delle nostre zone, quando, non essendoci ancora una
regolamentazione ben definita sull’uso dell’etere e quindi delle varie
autorizzazioni governative, bastava avere un’apparecchiatura adeguata, pagare
una tassa di telecomunicazioni, irrisoria, scegliere una frequenza libera,
iniziando con le famose “prove tecniche di trasmissioni” e si dava vita alla
Radio libera.
A Pachino in quel periodo esistevano due radio libere, la R.A.S.S.
(letteralmente Radio Audizioni Sicilia Sud) e la R.P.1 (Radio Pachino Uno) due
diverse interpretazioni di “radio”. La prima, sicuramente molto ben organizzata,
dal punto di vista della cronaca politica e dell'informazione locale, diretta
dal giornalista Corrado Arangio, la seconda si rivolgeva ai giovani e infatti
prediligeva diffondere generi di musica gradita al pubblico giovanile. Il
Direttore di Redazione era il giornalista Alberto Cavarra, il Responsabile
Amministrativo Giombattista Lombardo in comproprietà col Sig. Pasqualino
Rossitto.
Radio Pachino Uno aveva la sua sede in Via Buonarroti, al n. 19. e precisamente
nel locali che Alberto Cavarra aveva concesso gratuitamente alla radio stessa. É
stata la prima radio libera che ha permesso le dediche in diretta (voglio
ricordare che a quei tempi, non esistevano attrezzature sofisticate, per cui si
metteva il microfono vicino alla cornetta del telefono e si mandava in diretta
la voce, anche se tutto ciò nel primo periodo, si prestava facilmente alle
pernacchie, o parolacce del maleducato di turno).
Però l’iniziativa è servita a favorire la nascita delle famose “compagnie”, dove
si identificavano alcuni giovani, che, riunendosi davano vita a piccoli gruppi
che si scambiavano dediche e pensierini vari. Tanto per fare un esempio, mi
ricordo un gruppo che si chiamava “La compagnia della vespa 50” formata da 5
giovani che possedevano quel tipo di veicolo. Era anche lo spunto per qualche
innamorato un po’ timido per rivolgersi alla ragazza amata, e magari per due
innamorati di scambiarsi messaggi in un codice da loro preventivamente creato,
sono nati parecchi amori e tanti sfociati in matrimoni.
Questo sicuramente portava gli interessati a tenere la radio quasi sempre
accesa, Non dimentichiamo i programmi notturni, che avevano la funzione di fare
compagnia a quelle persone che lavoravano di notte, o che erano preda di
insonnia, malinconia ed altro, questo compito veniva svolto da Salvo Max (nome
d’arte, per sua scelta) a condurre i programmi notturni. Certamente è difficile
ricordare tutti i collaboratori di quel periodo, però quelli che principalmente
rappresentavano il cuore della Radio erano i fratelli Salvatore e Claudio Dugo,
le sorelle Lina ed Enza Scatà, Tano Cavallaro, Pietro Magrì, Enza Selvaggio, i
fratelli Salvo e Giuseppe Lupo, Salvatore Zuppardi, Pinuccio Panetti e tanti
altri ancora, a quei tempi ancora ragazzini adesso adulti.
Non possiamo dimenticare la storia di Pablo Perez, (era un immigrato dalla
Turchia, viveva ad Avola senza fissa dimora,) che trasferitosi a Pachino, nei
locali della radio stessa, ne aveva fatto la sua abitazione, con la sua voce
triste e velata, riusciva a coinvolgere, molti bambini e genitori, tanto da
meritarsi il soprannome di “Papà Pablo”, ma dagli adulti era conosciuto col nome
di “Paulu u Turcu”.
Tanti giovani si sono succeduti ai microfoni di Radio Pachino Uno, e per
parecchi di loro è stato il trampolino di lancio per fare carriera
successivamente in altre radio. Bisogna anche tenere presente delle attività
sociali collaterali, e cioè: formazione, cultura e arte, che venivano curate da
professionisti di quei tempi, vedi Carlo Firera che curava la dialettica e la
dizione degli speaker, il prof. Salvatore Cagliola la forma lessica e poetica,
l’istruttore Giombattista Lombardo che curava la parte tecnica, Alberto Cavarra
la redazione giornalistica, Natalino Tiralongo di Avola la formazione del Gruppo
Teatrale con i giovani collaboratori, nonché l’edizione di alcuni numeri della
testata giornalistica periodica “Paese Mio” diretta da Alberto Cavarra.
La radio pachino uno è nata nel 1978 e nel 1990 è stata ceduta alla moglie del
giornalista Corrado Arangio che gli diede il nome di “Radio
Rosy”, l’antenna era montata su un traliccio di 11 metri posto sul terrazzo
della sede di Via Buorarroti n. 19 e trasmetteva sulla frequenza di 104,700 Mhz.
Ciò che con buona probabilità ha contribuito a renderla molto popolare e
seguita, era la sua natura apolitica ed apartitica. Il decennio di vita della
R.P.1 ha rappresentato un periodo che ha influito sugli usi e costumi di quei
tempi. Non so se questa la possiamo chiamare storia, tuttavia, visto che ha
interessato una buona parte dei cittadini di Pachino, ma sicuramente, per tanti
pachinesi, portopalesi e abitanti delle cittadine limitrofe rimane un ricordo di
un’esperienza positiva. (pachinoglobale.net)

Un deejay a Radio Pachino Uno
fonti: Siciliamedia