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Palermo anni ’80: quando la radio mandava “Musica e poesia”

Molti amici ricorderanno sicuramente che nei primi anni ’80 a Palermo da diverse radio locali venivano diffusi alcuni specifici programmi che solitamente si chiamavano “di musica e poesia”. Erano trasmissioni che iniziavano generalmente a tarda sera e che si protraevano sino a notte fonda, poiché era prevista la partecipazione, per via telefonica, di coloro i quali volevano proporre una lettura di propri testi o che volevano partecipare all’animato dibattito che di volta in volta si apriva su di un determinato argomento. Alcuni conduttori erano a loro volta poeti, e quindi sapevano incanalare le conversazioni nel giusto alveo. E se adesso ne parliamo, anche con l’intenzione di voler assegnare al fenomeno un suo relativo valore storico, è solo perché allora fu davvero vasto il bacino d’utenza, e le trasmissioni – tra ospiti in studio ed interventi telefonici – risultavano davvero “affollate”. Alcuni giungevano addirittura ad intervenire più di una volta per replicare alle argomentazioni in corso o perché tirati direttamente in ballo, manifestando perfino il proprio disagio per le eventuali difficoltà incontrate nel “prendere la linea”. Praticamente, attorno ad una radio si veniva a creare un gruppo di fedelissimi ascoltatori che si ritrovavano puntualmente per via etere in un dato giorno della settimana e ad una determinata ora, sino ad instaurare fra di loro dei rapporti di amicizia che poi venivano coltivati in privato o ritr(fra questi Mario Luzi e Silvio Ramat ovandosi presso alcune associazioni culturali cittadine, la più aggregante delle quali era l’Asla di Via XX Settembre, presieduta da Ugo Zingales. È stato un fenomeno dovuto certamente al grosso fermento ed al grande interesse che esisteva allora nei confronti della poesia, ed anche se qualcosa non era condotta in modo perfetto o competente, bisogna riconoscere che tali trasmissioni hanno funzionato senz’altro da palestra per quegli autori che hanno tratto stimoli e conoscenze attraverso la verifica dei propri componimenti e attraverso il confronto con gli altri scrittori. Si può dire, senza tema di smentita da parte degli addetti ai lavori, che era quello un tempo di sano poesismo a Palermo, e senza volere entrare nel merito delle singole produzioni bisogna convenire che, comunque sia, quel fervore ha fornito a diversi autori l’opportunità di farsi conoscere e di continuare poi per altri canali il proprio cammino letterario e, non ultimo, è servito a creare un clima di larga dedizione alla poesia. A dare in città l’abbrivio a tale fermento forse era stata l’eco ancora viva del «Gruppo 63» capitanato da Nanni Balestrini, prima, e del «Gruppo Beta» poi (sorto nel 1965 sull’onda delle istanze neo-avanguardistiche, di cui fecero parte Lucio Zinna, Angelo Fazzino, Giovanni Cappuzzo ed altri letterati), come pure per quei recenti influssi dell’«Antigruppo 75», formato da poeti come Nat Scammacca, Ignazio Apolloni, Rolando Certa, Gianni Diecidue, Carmelo Pirrera; e inoltre non sarà stato un caso se, sull’onda di tale febbrile attività, 46 proprio in quegli anni iniziarono le visite a Palermo del grande poeta Mario Luzi, invitato per la prima volta dal Centro Pitrè presieduto da Domenico Bruno, e poi assiduo ospite. Una trasmissione di un certo tono era quella condotta a Radio City da Bruno Vilar, il giovane compagno dell’attrice Paola Borboni. A Radio Alfa Centauro conduceva Rosario Mario Gazzelli, a Radio Oggi i conduttori furono Andrea Aldo Benigno (che ritrovavamo pure a Radio AZ 105) e Lina La Mattina che si alternarono con la coppia Nicasio Riggio-Giuseppe Carruba, a Radio Alba conducevano la trasmissione Claudio Sorrentino e Michele Sarrica, Giovanna Brunetto moderava da Radio Palermo AZ, a Club Radio Palermo Uno si alternarono alla conduzione Anna Maria Bonfiglio, Giusi Bertini e Pia Faraci Talluto, Radio Gattopardo trasmetteva con un certo Aristide mentre Letizia Smith con Peppina Campo conduceva da Radio Favorita; dalla provincia trasmettevano Enzo Cinà da Bagheria attraverso Radio Antenna Uno ed il pittore Filippo Maggiore da Radio Ficarazzi. Infine, pur non ricordando il nome delle Radio da cui trasmettevano, come conduttori ci sovvengono adesso anche i nomi di Ernesto Ruggiero (molto garbato e competente) e di Antonio Terranova.(*) E come dimenticare i passionali interventi via etere del poeta dialettale Filippo Romano, che ebbe il grosso merito d’incitare la gente, con la sua inconfondibile voce, a tirar fuori le poesie dal cassetto, e come scordare le caustiche conversazioni di Antonio Isola, ancorato ad una certa classicità e che quindi non approvava per niente la poesia moderna? Tra gli altri poeti palermitani ricordiamo i puntuali interventi e i validi testi (accompagnati da sottofondo musicale) di Maria Emanuele Alioto, di Assunta Martinez (che interveniva con lo pseudonimo di Susanna), di Vincenzo Cracchiolo, di Salvatore Militello, di Anna Maria La Grassa, di Tindaro Spadaro (pseudonimo Nito), di Serafina La Greca, di Stefano Puglisi, di Salvatore Ferrara, di Alberto Lo Verde. Oltre agli autori, intervenivano anche alcune persone che, pur non scrivendo, amavano la poesia e che in qualche caso si offrivano ad una lettura di testi: fra queste ricordiamo le simpatiche e brave dicitrici Claudia Emanuele, Maria Luisa Leone, Vania Bonaviri, nonché la frizzante Ninella Sanfilippo. (Nicola Romano)

(*) Antesignana era stata, negli anni 1977-1980, Radio In, con il programma di lettere e arti “Libera Presenza”, condotto in studio da Elio Giunta e Lucio Zinna, che aveva un taglio giornalistico e quindi con un modulo diverso da quelli che saranno ben presto adottati dalle trasmissioni di “musica e poesia”. Andava in onda nel pomeriggio, a cadenza settimanale, non prevedeva interventi esterni e telefonate. Vi erano diffuse interviste esclusive ai famosi personaggi che erano ospiti del “Centro Pitrè” (fra questi Mario Luzi e Silvio Ramat), nel cui ambito i curatori erano particolarmente attivi. Brevi e nuovissimi gli inserti musicali, di un jazz assai culto, a principiare dalla sigla, a cura del poeta Emilio Paolo Taormina, allora titolare della rinomata “Boutique della Musica” di Via Terrasanta. (n.d.r.)

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