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Radio Bruno, concertone ad un passo dal sì, manca l’ok della Soprintendenza

Si avvicina il lieto fine per il pasticciaccio del concertone di Radio Bruno Estate in piazza Maggiore. Ieri il Comune, dopo aver attivato a tempo di record i propri uffici, ha consegnato la richiesta ufficiale per la manifestazione in Soprintendenza. Il tempo tecnico di analizzarla e dovrebbe arrivare, a meno di ulteriori colpi di scena, il definitivo via libera all’evento, previsto per il 4 settembre. I due enti nelle ultime ore hanno avuto numerosi contatti informali, cercando il modo di snellire e velocizzare il più possibile la pratica e chiudere questa surreale vicenda.

Farlo in fretta è importante, anzi fondamentale. La stessa Radio Bruno, infatti, ha bisogno di sapere entro pochissimi giorni se potrà utilizzare l’impareggiabile scenario di piazza Maggiore o dovrà emigrare in qualche altra città della provincia (con Imola e Carpi in pole position). Anche per questo, l’assessore Matteo Lepore ha contattato personalmente il presidente dell’emittente Gianni Prandi per rassicurarlo sulla volontà del Comune di mantenere l’evento in calendario. Una telefonata intercontinentale (Lepore è all’estero in vacanza), a dimostrazione ulteriore di quanto Palazzo d’Accursio tenga a far rientrare l’incidente diplomatico. «Mi ha confermato che c’è tutta l’intenzione di fare il concerto», conferma Prandi: «Il Comune si è attivato per presentare in fretta la documentazione in Soprintendenza e mi auguro che in pochi giorni arrivi l’ok. Siamo un po’ più tranquilli».

Il caso era scoppiato nei giorni scorsi quando Radio Bruno aveva comunicato la cancellazione a sorpresa dell’evento (tra l’altro già inserito nel cartellone estivo del Comune). Un vero e proprio fulmine a ciel sereno, anche perché il concertone l’anno scorso si era tenuto senza problemi, con quasi 40mila persone in piazza. Inizialmente lo stop sembrava essere arrivato proprio dalla Soprintendenza, non nuova a mettere vincoli strettissimi alle manifestazioni nei luoghi simbolo della città. E invece, a fermare il concertone, era stata una mail di una funzionaria del Comune, inviata all’insaputa della stessa giunta. Ne era scaturito un caso diplomatico, tra Palazzo d’Accursio e l’emittente radiofonica. L’assessore Lepore ha ammesso lo sbaglio («In buona fede», ha assicurato), respingendo però al mittente, cioé lo stesso Prandi, le accuse di poca collaborazione. Qualche giorno di tensione tra le parti, con l’ipotesi trasloco sempre più concreta, poi la schiarita negli ultimi giorni. Per il lieto fine pare proprio solo questione di ore.

Fonte: |Il Resto Del Carlino|

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